Archivio > Vai alle uscite del 2004 > Vai aVolume 4, Numero 13 - Marzo 2004
- La storia naturale dell'asma
Asma ed allergeni Asthma and allergens

Riassunto. L’ipotesi secondo la quale l’esposizione agli allergeni determina lo sviluppo della sensibilizzazione allergica e l’esposizione continua l’insorgenza di asma attraverso l’infiammazione delle vie aeree e l’iperreattività bronchiale è stata recentemente messa in discussione. Tuttavia essendo stato dimostrato, attraverso studi epidemiologici, che circa il 40% dei casi di asma sono attribuibili ad atopia risulta evidente che, se la profilassi ambientale viene iniziata prima dell’insorgenza della sensibilizzazione (prevenzione primaria), determina una riduzione dei nuovi casi di malattia. Esistono però risultati contradditori sull’efficacia della prevenzione primaria della sensibilizzazione atopica e dell’asma. Risultati positivi derivano dagli studi sulla prevenzione secondaria che è un’opportunità interessante per i pediatri che possono individuare i pazienti in grado di trarre beneficio da questi interventi di profilassi attraverso indagini di screening per le allergie alimentari su giovani pazienti affetti da dermatite atopica. I risultati contradditori sulla prevenzione terziaria sono osservati soprattutto nei pazienti adulti e sono talvolta dovuti ad una prevenzione incompleta contro gli allergeni responsabili della sensibilizzazione.
Summary. Recent findings have challenged the commonly accepted hypothesis according to which exposure to allergen produces atopic sensitization and continuous exposure develops airways inflammation and bronchial hyperreactivity, leading to clinical asthma. Hence if, allergen avoidance were started before the onset of sensitization (primary prevention) the incidence of new cases of the disease should decrease. The results on the effect of allergen avoidance on primary prevention of atopic sensitization and asthma onset are, however, conflicting. More uniform and positive results have been achieved instead from secondary prevention studies - an attractive opportunity for paediatricians, who could identify those patients that might benefit from these interventions of prophylaxis by simply screening for food allergy in young children with atopic dermatitis. The conflicting results of tertiary prevention are most frequently observed in adult patients and are sometimes due to incomplete avoidance of allergens responsible of the sensitization.